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Testata: DataManager Work 4.0

di Andrea Savoia

Una buona policy può essere strumento di prevenzione e gestione dei rischi connessi al comportamento dei dipendenti che le nuove tecnologie hanno moltiplicato. I suggerimenti per la redazione di una policy efficace.

Note spese faraoniche, uso indiscriminato dell’auto aziendale per scopi personali, bad reputation causata da un post razzista diffuso dall’account personale del direttore della comunicazione. Questi sono solo alcuni dei possibili rischi derivanti dalla condotta dei dipendenti che le aziende possono arginare attraverso l’adozione di una policy ad hoc.

Regolamenti e Codici etici, per tutelare l’azienda dalle possibili conseguenze di un comportamento anche privato del dipendente, sono gli strumenti ideali per cercare di prevenire i rischi e fornire al datore di lavoro idonei strumenti per una efficace reazione.

Diversi i possibili ambiti di intervento: dai più tradizionali regolamenti sull’utilizzo delle auto aziendali e sui rimborsi spese alle più recenti policy in materia dotazioni informatiche, uso professionale e personale dei social network, trattamento dei dati, videosorveglianza e geolocalizzazione dei dipendenti. Ma come redigere una policy che possa essere strumento di prevenzione efficace?

Una mappa dei rischi connessi all’agire dei dipendenti (es. diffamazione, fuga di notizie, danni all’immagine, uso indebito dei veicoli aziendali) è essenziale per redigere una policy che sia tailor-made per la propria azienda. Ad esempio, semplificando, se si tratta di un’azienda ospedaliera, sarà essenziale una policy sulla protezione dei dati sensibili, mentre una società che sviluppa prodotti brevettati sarà più esposta al rischio di diffusione di segreti aziendali.

Occorrono regole chiare, precise e comprensibili al fine di fornire istruzioni operative e procedure per orientare il comportamento dei dipendenti. Inoltre, una regola è tanto più efficace se accompagnata da un’adeguata indicazione del rischio che intende prevenire. Si ricordi che nel redigere una policy aziendale occorre attenersi al rispetto della normativa legale e contrattuale, in particolare in materia di controlli a distanza (art. 4 Statuto dei Lavoratori), privacy, oltre che tener conto della libertà di espressione o di critica riconosciuta ai dipendenti dalla Costituzione. Fondamentale è che le policy siano poi costantemente aggiornate per riflettere i cambiamenti nella tecnologia in uso e nella struttura aziendale.

Le policy debbono poi essere portate a conoscenza dei dipendenti attraverso un’adeguata forma di pubblicità, alla pari del codice disciplinare, oltre che richiamate già nella lettera di assunzione o allegate al contratto. Peraltro, è essenziale assicurarsi che tutti i dipendenti abbiano letto e firmato una copia delle policy. E’, inoltre, opportuna un’adeguata attività di formazione dei dipendenti per accrescere la loro consapevolezza.

Infine la policy stessa dovrebbe individuare i comportamenti censurabili e la relativa sanzione al fine di legittimare e così ampliare l’esercizio del potere disciplinare. Si pensi ai casi in cui siano stati adottati i regolamenti aziendali in attuazione della legge sul whistleblowing, dove l’azienda mette a disposizione idonee procedure per la segnalazione di episodi di corruzione e il dipendente, invece che utilizzare tali strumenti, pubblichi sui social tali fatti. Ebbene in questi casi queste condotte sarebbero maggiormente censurabili. Un adeguato corredo sanzionatorio può anche favorire la riduzione del contenzioso e i rischi correlati all’impugnazione di licenziamenti adottati per comportamenti contrari alle regole aziendali.

 

Avv. Andrea Savoia, Partner – UNIOLEX Stucchi & Partners – Avvocati – www.uniolex.com

Testata: AIDP_HR On Line
Titolo: Come le nuove tecnologie hanno (gia') cambiato il posto di lavoro.

C’era una volta il posto di lavoro. E oggi?

C’è ancora, ma grazie all’innovazione digitale, alle connessioni ultra veloci, al cloud e all’intelligenza artificiale, molte aziende hanno deciso di trasformare i loro “vecchi” uffici in luoghi aperti, destinati soprattutto all’incontro, alla condivisione dei progetti e allo scambio di idee.

I vantaggi di questa trasformazione sono numerosi, ma non mancano alcune difficoltà che possono essere risolte con la collaborazione delle funzioni aziendali più coinvolte nella trasformazione digitale del mondo del lavoro: responsabili HR e responsabili ICT.

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Testata: DataManager Work 4.0
Titolo: DIVERSITY MANAGEMENT LA STRATEGIA DELL’INCLUSIONE

Diversità e inclusione sono estranee all’organizzazione produttiva e del lavoro? Non è così. Valorizzare le differenze significa aumentare la competitività e rafforzare l’employer branding

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Testata: MAG_Legalcommunity
Titolo: IL FUTURO DELLA FLESSIBILITÀ IN USCITA VERSO UN RITORNO AL PASSATO?

Una recente sentenza della Cassazione, depositata l’8 maggio 2019, offre l’occasione per fare il punto sullo “stato dell’arte” delle regole che disciplinano la flessibilità in uscita nel regime delle c.d. tutele crescenti (D.lgs. 23/2015), a quattro anni dalla loro entrata in vigore.

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Testata: DataManager Work 4.0
Titolo: WELFARE AZIENDALE, COME CONIUGARE COMMITMENT E PRODUTTIVITÀ

Grazie al welfare aziendale, aziende e lavoratori raggiungono migliori livelli di soddisfazione e produttività, con un trattamento fiscale e previdenziale più vantaggioso.

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Testata: DataManager Work 4.0
Titolo: SOCIAL NETWORK E REPUTATION QUANDO L’AZIENDA È UNA CASA DI VETRO

Come tutelare l’immagine e la reputazione aziendale senza ledere la libertà di espressione dei dipendenti, attraverso l’adozione di policy per prevenire i danni.

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Testata: Le Fonti LEGAL
Titolo: Social media, strumento di vita o anche di lavoro?

Fondamentali per intercettare il business, i mezzi digitali possono danneggiare l’azienda se usati impropriamente.
Per evitarlo, servono Codici di comportamento ad hoc.

..“ Il divieto assoluto di usare i social sul luogo di lavoro è anacronistico, poiché possono in molti casi essere equiparati ad uno strumento
di lavoro qualsiasi”

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Testata: DataManager_ imprese & lavoro
Titolo: Il caso Foodora, gig economy o ritorno al passato?

La Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla vicenda dei riders di Foodora.

Le conseguenze imprevedibili per le aziende e il mercato del lavoro

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Testata: DataManager Work 4.0
Titolo: SMART WORKING, UN VESTITO SU MISURA PER LE ESIGENZE DI OGNI IMPRESA

Per un utilizzo efficace dello smart working è indispensabile porre attenzione al contratto individuale, da tarare sulle specifiche esigenze e obiettivi aziendali.

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Testata: Le Fonti LEGAL

Più produttività con lo smart working e maggior equilibrio vita-lavoro con il welfare aziendale. Ma restano preoccupanti i dati sulla disoccupazione giovanile.

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